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L’arte di essere volontariamente semplici e i peperoni ripieni di nonna

Oggi è una giornata di quelle “mie” quelle in cui mi sento parecchio riflessiva. Lascio spazio a pensieri e ricordi. Spesso mi capita di volgermi al passato con una vena di malinconia e tornando al presente noto con amarezza quanto viviamo soggiogati da abitudini dettate dal moderno consumismo.

Vivendo per metà in due città non mi permette di avere un lavoro fisso retribuito come avevo fino ad un paio di anni fa e questa nuova condizione mi ha acceso delle lampadine in testa.

Con Denis abbiamo iniziato a fare nostra la parola ‘downshifting’ nel vivere quotidiano. Questo termine ha una traduzione bellissima, significa semplicità volontaria.

Quando insieme decidemmo che io avrei lasciato la mia occupazione per seguirlo a Varsavia ci abbiamo messo un po’ di tempo ad abituarci.

Ho faticato molto ad accettarmi in questa nuova veste di ‘donna di casa’ o ‘casalinga’, insieme abbiamo scelto di rinunciare ad alcuni consumi come ad esempio non rinnovare l’abbonamento alla pay per view e successivamente vendere la tv.

Col tempo siamo riusciti nell’intento di abbassare la spesa per beni e servizi: dove sta scritto che è necessario “sciogliere” la carta di credito ai saldi di fine stagione? O altro esempio: un buon libro costa molto meno di una serata al cinema (con annessi e connessi) e ci regala del tempo di qualità per noi stessi oltre che un arricchimento lessicale.

Ci siamo accorti che la riduzione delle spese può portare anche ad un risparmio maggiore.

Scegliere uno stile di vita meno faticoso e più gratificante, il disporre di maggiore tempo libero ci ha arricchiti come coppia e spesso nei nostri momenti da chiacchiere ‘del più o del meno’ ci ripetiamo che “più soldi si spendono, più tempo devi passare là fuori a guadagnare denaro e meno tempo passerai con le persone che ami”.

Mi ricordo con affetto quando nonna preparava il pranzo e quanto era geniale nel servire in tavola prelibatezze con pochi ingredienti a disposizione. Quando sapeva come ottenere sapore e nutrimento la maggior parte senza pretese di alimenti particolari: il più economico dei tagli di carne, il pane del giorno prima, gli avanzi della sera, le vecchie scorze del parmigiano. In altre parole sapeva come sfamare la sua famiglia con gusto senza spendere più del necessario.

Ma come possiamo mettere in pratica gli usi passati nel nostro quotidiano?

  • ad esempio mangiare stagionalmente significa che è possibile portare a casa un chilo di frutta al giusto prezzo,
  • pianificare i pasti all’inizio della settimana cercando di acquistare una volta ciò che serve per evitare lo shopping più volte e inevitabilmente cadere nella trappola di acquistare cose in più cui non abbiamo realmente bisogno,
  • andare a fare la spesa a stomaco pieno, si ho scritto proprio così, evita gli acquisti impulsivi o eccessivi,
  • usare le cose nella dispensa e nel congelatore che giacciono lì dimenticate (purtroppo spesso buttiamo buon cibo solo perché ignorato per troppo tempo),
  • dedicarci all’autoproduzione magari iniziando con preparazioni semplici come passate e marmellate, panificando, facendo il muesli per la prima colazione.

L'arte di essere volontariamente semplici e i peperoni ripieni di nonna

L'arte di essere volontariamente semplici e i peperoni ripieni di nonna

Ieri al mercato dove vado abitualmente, mi hanno fatto dono di tre peperoni (perché la buccia non era bella…ma chissenefrega! No?!) ho subito pensato a come potevo cucinarli lasciandoli il più semplici possibile. Quale poteva essere la risposta? Peperoni ripieni!!!

Mi evocano il ricordo di mattine estive seduta in cucina a fare i compiti delle vacanze mentre nonna li preparava ‘alla sua maniera’ ovvero a braccio, senza seguire schemi o ricette: strano a dirsi ma erano sempre perfetti e gustosi!

Per prepararli avrai bisogno di (dosi per 2 persone):

  • 3 peperoni di media grandezza
  • 200 g di pane raffermo con la crosta
  • 1 limone (scorza e succo)
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 manciata di pistacchi o anacardi o noci
  • abbondante prezzemolo
  • semi di sesamo
  • olio extravergine d’oliva
  • sale e pepe
  • acqua quanto basta

Procedimento:

Sciacqua i peperoni sotto l’acqua corrente e taglia un pezzo nel lato. Aiutandoti con un coltello affilato elimina i filamenti e svuotali dai semini interni.

Inserisci il pane raffermo (non ammollato e con la crosta) nel mixer, quindi frulla finché non si sarà completamente sbriciolato. Aggiungi anche i pistacchi sgusciati (o le noci), la scorza grattugiata e il succo del limone, il prezzemolo lavato e asciugato, l’aglio grattugiato, il sale e il pepe. Frulla fino a che gli ingredienti non si saranno amalgamati. Aggiungi pochissima acqua alla volta e frulla finché gli ingredienti non formeranno un impasto compatto e lavorabile.

Farcisci i peperoni con il composto e mettili in una pirofila oliata, gli uni vicini agli altri. Completa con un’abbondante spolverata di semi di sesamo, versa un filo d’olio e lasciali cuocere a 180°C per circa 40 minuti. Una volta pronti, sfornali e servili subito oppure sono ottimi anche tiepidi.

Il giorno successivo sono ancora più gustosi e mangiati a temperatura ambiente sono l’ideale per la schiscetta del pranzo fuori casa!

Sono felice di annunciare che con questa ricetta partecipo al contest Veganizzala, organizzato da La Spezia Veg, in occasione del Castle Vegetarian Festival. Puoi leggere il regolamento per partecipare all’iniziativa. Inoltre se la ricetta vi è piaciuta potete votarmi qui!

 Che faccio? Cosa leggo? Dove sto andando? Parliamo di link love!
– Ho partecipato ad un concorso on line che nel gergo si chiama “giveaway” e con mia immensa gioia l’ho vinto!!! Era organizzato da una foodblogger dolcissima di nome Romina, il suo blog Sugarless è la mia primaria fonte di ispirazione in fatto di dolci veg, andate a leggerla perché merita!
– Il premio del concorso  era l’ultimo libro di Romina ed i prodotti offerti da GustoVivo per realizzare una delle ricette del suo ultimo libro Rawlicius, presto vedrete un articolo con il suo gelato al croccante da me realizzato.
Vi lascio con una citazione di un pilota automobilistico, che ha poco a che vedere con la mia cucina ma che esprime benissimo la poliedricità del concetto protagonista di questo articolo:
Semplificare, vuol dire anche aggiungere leggerezza!
(Colin Chapman)

 

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