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Crumble di fragole e rabarbaro, una ricetta per una sfida

Da quando ho avuto la fortuna di prendere coscienza di quello che mi sarebbe piaciuto poter fare nel momento in cui ho aperto il blog non ho mai avuto modo di fermarmi per fare qualche riflessione su quanto e come ho scritto e fotografato fino ad ora. Questo fino alla scorsa settimana.

Ho iniziato, meno di due anni fa, prendendo in prestito la macchina fotografica di Denis. Non vi nascondo il timore che avevo di poterla rovinare con olii e farine o pure di danneggiarla! Ho iniziato scattando per lo più in automatico che per chi se ne intende di fotografia di food (di cibo, ma fa figo eh usare questi termini stranieri) dire che le immagini sono catturate con la modalità automatica è come, è come… sì insomma, è come parlare del proibito, non si fa ecco.

Dicevo…all’inizio le mie foto erano bruttarelle (non le descrivo con termini peggiori perché ci sta sempre un po’ di merito in ciò che facciamo), senza un punto di fuoco attraente per l’occhio, senza coordinazione di colori, senza un minimo di riflessione sulle luci. Ma almeno fotografavo, mi mettevo alla prova, mi arrabbiavo, mi deludevo ma mi rialzavo perché io volevo riuscire, volevo diventare ogni giorno un po’ più brava.

La settimana scorsa l’insegnante del mio ultimo corso ha chiesto ai suoi allievi di realizzare un piatto già fatto ma di fotografarlo con una nuova consapevolezza. Proprio per avere un prima e dopo formativo. Non nascondo che ho faticato a trovare il coraggio a partecipare, mi sento sempre un gradino sotto al mondo, ma questo nasce dal fatto a me che manca un pizzico di autostima. Negli ingredienti che compongono la Miki ce n’è proprio pochina…ma la sto cercando eh, vivendo giorno dopo giorno accompagnata da questa consapevolezza prima o poi ne farò una buona scorta.

Ho riflettuto a lungo e alla fine ho scelto di preparare il Crumble di fragole e rabarbaro. Qui essendo un bel pò più freddo rispetto che in Italia è stagione piena per entrambi. Se non trovi più fragole o rabarbaro puoi sostituirli con la frutta che preferisci: ciliegie, albicocche, pesche. Già vedo ciliegie abbinate alla menta, albicocche con basilico tritato finemente, pesche con mandorle oppure con melissa…wow da sbizzarrirsi!!

Dicevamo allora? Crumble di fragole e rabarbaro: durante la Seconda Guerra Mondiale in Gran Bretagna, in seguito al ferreo razionamento delle risorse alimentari, venne inventato questo dolce “povero” di ingredienti ma molto molto goloso, l’effetto bricioloso della copertura che “crolla” dà il nome al dessert.

CRUMBLE DI FRAGOLE E RABARBARO

Crumble di Fragole e Rabarbaro (dosi per una teglia media circa 4 porzioni):

  • 250g farina (semintegrale, integrale o quella che hai a disposizione)
  • 80g zucchero di canna
  • 150g margarina
  • 2 coste di rabarbaro
  • 1 confezione grande di fragole (500g circa)
  • 20g zucchero di canna per ricoprire la frutta
  • un cucchiaino di essenza di vaniglia (oppure una bustina di zucchero vanigliato)
  • un pizzico di sale integrale

Miscela farina, zucchero di canna, essenza di vaniglia e il pizzico di sale in una ciotola capiente. Aggiungi la margarina a cubetti e con le mani massaggia l’impasto fino a che non raggiunge una consistenza briciolosa. Trasferisci in frigorifero e lascia riposare per 30 minuti.

Lava la frutta e tagliala a pezzi direttamente nella pirofila. Cospargi con lo zucchero, mescola e lascia riposare 10 minuti in frigorifero.

Riprendi la pirofila e ricopri la tua frutta a pezzi con le briciole. Compatta lievemente e cuoci in forno a 180° C per 40/45 minuti circa.  

E’ ottimo caldo (ma non fumante) accompagnato con del gelato!  

CRUMBLE DI FRAGOLE E RABARBARO

Missione prima/dopo compiuta? Sì!

CRUMBLE DI FRAGOLE E RABARBARO

CRUMBLE DI FRAGOLE E RABARBARO

CRUMBLE DI FRAGOLE E RABARBARO

Le vecchie foto erano in automatico, le nuove sono tutte in manuale con cavalletto, pensate, immaginate, studiate e costruite. Se ti chiedi cosa c’è dietro ad una foto che vedi qui o nei miei canali social c’è tanto, tanto tempo a leggere riviste ed articoli di cucina perlopiù stranieri, ore che passo a studiarmi le inquadrature delle fotografe più brave su Pinterest, tempo che trascorro io stessa a montare e smontare i set. Tempo che mi ricavo in ogni modo perché la mia è una passione e le passioni si sà sono ossigeno. C’è tanto lavoro gratuito dietro ad un foodblog, davvero tanto! Per ciò non finirò mai di ringraziarti sorridendo quando mi lascerai un commento, un like o vorrai condividere una mia ricetta. Davvero grazie!

A presto!

 

Non ricorderai i passi che hai fatto nel cammino
ma le impronte che hai lasciato.
(Anonimo)

 

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