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Liquore alla liquirizia. E tu sei cicala o formica?

La scorsa settimana mentre preparavo il set per fotografare il liquore alla liquirizia fuori in giardino un coro di cicale accompagnava una stupenda giornata di sole.

Ho subito pensato ad una favola di Esopo che alle elementari la mia maestra Virginia soleva rinfrescare con l’arrivo della primavera, quasi fosse una delle pillole di lezioni di vita da far nostra per gli anni a venire.

In una calda estate, un’allegra cicala cantava sul ramo di un albero, mentre sotto di lei una lunga fila di formiche faticava per trasportare chicchi di grano.
Fra una pausa e l’altra del canto, la cicala si rivolge alle formiche: “Ma perché lavorate tanto, venite qui all’ombra a ripararvi dal sole, potremo cantare insieme!”

Ma le formiche, instancabili, senza fermarsi continuavano il loro lavoro..
“Non possiamo! Dobbiamo preparare le provviste per l’inverno! Quando verrà il freddo e la neve coprirà la terra, non troveremo più niente da mangiare e solo se avremo le dispense piene potremo sopravvivere!”
“L’estate è ancora lunga e c’è tempo per fare provviste prima che arrivi l’inverno!  Io preferisco cantare! Con questo sole e questo caldo è impossibile lavorare!”

Per tutta l’estate la cicala continuò a cantare e le formiche a lavorare.
Ma i giorni passavano veloci, poi le settimane e i mesi. Arrivò l’autunno e gli alberi cominciarono a perdere le foglie e la cicala scese dall’albero ormai spoglio. Anche l’erba diventava sempre più gialla e rada. Una mattina la cicala si svegliò tutta infreddolita, mentre i campi erano coperti dalla prima brina.
Il gelo bruciò il verde delle ultime foglie: era arrivato l’inverno.
La cicala cominciò a vagare cibandosi di qualche gambo rinsecchito che spuntava ancora dal terreno duro e gelato.
Venne la neve e la cicala non trovò più niente da mangiare: affamata e tremante di freddo, pensava con rimpianto al caldo e ai canti dell’estate.
Una sera vide una lucina lontana e si avvicinò affondando nella neve: “Aprite! Aprite, per favore! Sto morendo di fame! Datemi qualcosa da mangiare!”
La finestra si aprì e la formica si affacciò: “Chi è? Chi è che bussa?”
“Sono io, la cicala! Ho fame, freddo e sono senza casa!”
“La cicala?! Ah! Mi ricordo di te! Cosa hai fatto durante l’estate, mentre noi faticavamo per prepararci all’inverno?”
“Io? Cantavo e riempivo del mio canto cielo e terra!”
“Hai cantato?” replicò la formica, “Adesso balla!”

Quanto mi dispiaceva per quella povera cicala, non lo immagini neppure. La mia maestra arrossiva sempre tanto dinnanzi a tutta la mia sensibilità e coglieva sempre l’occasione per farmi capire quanto importante fosse riuscire ad imparare a costruirmi un futuro in cui essere a metà fra cicala e formica. Ed io che non mancavo mai di ricordarle che ero d’accordo con lei ma la cicala comunque a me risultava più simpatica perché ci regalava il suo canto per tutta l’estate.

Pensando all’essere laboriosa come le formiche viene in mio soccorso questo liquore, che io amo preparare in estate per poterlo offrire agli amici a fine cena gustandolo freddo ghiacciato.

E’ un liquore semplice che da sempre grandi soddisfazioni. Può essere gustato appena preparato, tuttavia per apprezzare al meglio il suo aroma io ti consiglio di aspettare circa 15 giorni prima di servirlo!

Liquore alla liquirizia ‘Anima Nera’

  • 120 grammi di liquirizia pura (in polvere o la classica a pezzetti)
  • 1/2 l di acqua
  • 500 g di zucchero di canna
  • 500 g di alcool per liquori a 95°
  • un pezzetto di bacca di vaniglia

Procedimento:

  • Frulla lo zucchero insieme alla liquirizia e alla bacca di vaniglia riducendo il tutto in polvere finissima. Io ho usato il Bimby ma va benissimo qualsiasi frullatore.
  • Porta a ebollizione l’acqua.
  • Unisci la polvere di liquirizia e zucchero mescolando con le fruste. Mescola bene per far sciogliere la polvere.
  • Fa addensare a fuoco molto lento mescolando con un mestolo per evitare che si bruci il fondo per circa 15 minuti.
  • Lascia raffreddare completamente
  • Unisci l’alcool ed amalgama molto bene (io per sicurezza do un colpo con il minipimer e per rendere il liquore lucido schiumo con una schiumarola la schiumetta che si forma in superficie)
  • A questo punto imbottiglia il tuo liquore come regalo per i tuoi amici oppure conservalo in congelatore per un piacevole digestivo.

NB: Vuoi un’idea particolare? Aggiungilo ad un gelato alla crema oppure al gelato al limone quando prepari il sorbetto 😉

La formica è instancabile, ma chi è più generoso di una cicala che dona diecimila note in un pomeriggio?
(Fabrizio Caramagna)

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