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Settembre, il mese della rinascita. Drożdżowe z węgierkami

Il mio settembre lo descrivo proprio con questo aggettivo: rinascita.

Il nono mese dell’anno secondo il calendario gregoriano prende in realtà il nome dal numero sette, in quanto nell’antica Roma prima che Giulio Cesare promulgasse il calendario giuliano spostando l’inizio dell’anno al 1° Gennaio questo era il settimo mese dell’anno.

Sono particolarmente legata al numero sette, me lo sono scelto come giorno per nascere, sono nata ad aprile che è il quarto mese dell’anno. Quattro come il giorno di settembre in cui anni fa uscii per la prima volta con Denis ed è il giorno che anni dopo scegliemmo per sposarci – anche se cadeva di martedì, ma questa è un’altra storia!

Settembre è un mese legato al ciclo annuale della vite, per la vendemmia. In campagna inoltre finita la lavorazione dei terreni e raccolti gli ultimi tagli delle foraggifere ci si prepara alla semina del grano. Molti sono i frutti che questo mese ci regala, oltre alla già citata uva, troviamo castagne, noci, nocciole, mele e pere, giuggiole e le ultime pesche e susine. Nell’orto patate, melanzane, peperoni, pomodori e zucchine, bietole si raccolgono ancora per tutto Settembre, insalate, cicorie, spinaci,  cavolfiori e broccoli, carote, fagioli già preannuncio di piatti più invernali sono il dono di Ottobre. Per gli appassionati è tempo anche di funghi, da raccogliere con sapienza e rispetto per il bosco e i suoi abitanti.

Settembre può definirsi al tempo stesso ultimo mese dell’estate e primo mese dell’autunno; è in questo mese che cade l’equinozio di autunno (il 22 o 23), momento particolare in cui la durata delle ore di luce e di buio è uguale su tutto il pianeta.

È il mese dell’equilibrio ed è tempo di bilanci: possiamo veramente passare in rassegna i frutti che abbiamo raccolto dal nostro lavoro. È il periodo dell’aratura, attività da sempre accompagnata da numerosi e diversi riti locali per ringraziare il raccolto e propiziarsi gli dei e pregarli affinché donassero un inverno mite o non troppo aspro. È anche il tempo della vendemmia, che veniva anch’essa accompagnata da numerosi rituali grazie alla sua profonda valenza simbolica.

Ho vissuto i mesi estivi lasciando la mia amata Canon, props, tavole, ingredienti e idee chiuse nell’armadio da food blogger. Rinasco circa una settimana fa, quando dentro ad una frase ci ho letto un ‘qualcosa’.  Non avevo voglia di niente, solo di vivere un giorno dopo l’altro senza l’obbligo di creare contenuti, ricette, storie, racconti, immagini, set, di postare di scrivere.

Facendo la spesa al mercato del mio quartiere la nonnina proprietaria di una delle bancarelle da cui acquisto abitualmente, servendomi, disse: “sai bambina che le prugne mettono in moto il corpo?” Dice a me? Proprio a me? …mmm e ma allora ditelo!

E’ sufficiente un’ora per preparare questa delicata pasta lievitata farcita con prugne mature, cannella e cardamomo. Dopo che l’avrai assaggiata vedrai che vale la pena aspettare un anno intero per rifarla quando le prugne ritorneranno in stagione. E’ un dolce lievitato molto popolare qui in Polonia, i colleghi di Denis dicono che è un assaggio della loro infanzia. Tutti ne conoscono il gusto e tutti sostengono che la ricetta della propria nonna o mamma sia la migliore. E’ una dura scelta qui 🙂

Una curiosità! Tu le chiami prugne o susine? 

Ne esistono ben tre tipi: le prugne, le susine e le nespole.

L’albero della prugna è originario dell’Asia precisamente nel Caucaso ma viene coltivato anche in Europa. Il frutto può essere consumato fresco o essiccato.

Il susino invece ha origini Giapponesi ed il suo frutto è leggermente più acidulo ma con proprietà lassative maggiori. Non vengono essiccate perché molto acquose.

La Nespola è un frutto giallo-arancio, dalla buccia sottile e di forma tondeggiante. I frutti migliori sono quelli con la buccia dal colore più intenso e priva di macchie o ammaccature, con polpa morbida e colore vivo. Si consumano al naturale, ma possono essere utilizzate anche per la preparazione di confetture.

Prugne e susine sono, quindi, due cose ben distinte, anche se a livello popolare sono spesso usate come sinonimi.
Si cade spesso nell’errore di indicare frutto fresco come susino e quello essiccato comunque come prugna secca (in realta’ secche vengono fatte le prugne e mai le susine perche’ piu’ acquose e meno saporite).

Forte no!?

Non è un dolce vegano, ho usato il tuorlo di un uovo “di casa”. Volendo lo si può omettere, non stravolge l’impasto, io personalmente volevo provare la versione che mi è stata consigliata da chi mi ha regalato l’uovo.

Per preparare il tuo dolce lievitato con le prugne avrai bisogno di:

  • 20g lievito di birra fresco
  • 200ml latte o eventualmente bevanda vegetale (consiglio riso) (a temperatura ambiente)
  • 100g zucchero integrale + 1 cucchiaino come starter
  • 400g farina semintegrale
  • pizzico di sale
  • un tuorlo d’uovo (a temperatura ambiente)
  • 75g margarina vegetale sciolta
  • 1kg circa di prugne mature, senza il nocciolo, tagliate in quarti
  • una manciata di mandorle a lamelle
  • mezzo cucchiaino di cannella in polvere
  • mezzo cucchiaino di cardamomo in polvere

In una ciotola capiente setaccia la farina, aggiungi il pizzico di sale, 80g di zucchero e miscela bene con un mestolo di legno.

Forma un piccolo cratere e sbriciola all’interno il lievito di birra fresco. Aggiungi il cucchiaino di zucchero come starter e 4 cucchiai del liquido scelto (latte o bevanda). Attendi un quarto d’ora che il lievito si riattivi a contatto con il liquido e lo zucchero.

Quando inizia a gonfiarsi versa il rimanente liquido e mescola delicatamente. Aggiungi il rosso d’uovo e continua ad amalgamare gli ingredienti. Incorpora la margarina sciolta e continua ad impastare fino ad ottenere un composto unito ma leggermente appiccicoso. Copri la ciotola con un canovaccio e lascialo a lievitare per 30 minuti.

Trascorso il tempo, trasferisci l’impasto in una teglia rettangolare di 20x30cm (qui per praticità non avendo utensili come a casa ho utilizzato una teglia cuki di quelle usagetta in alluminio rivestita di carta da forno). Distribuisci e livella bene fino ai bordi. Lascia lievitare altri 20 minuti. Nell’attesa lava le prugne e togli loro il nocciolo. Tagliale in quattro spicchi. Ricopri tutta la superficie dell’impasto con gli spicchi tenendo la pelle verso l’alto. 

Preriscalda il forno a 200°C. Inforna e cuoci 30 minuti, funzione statica, ripiano più basso [se il tuo forno tende a scaldare troppo valuta se terminare la cottura coprendo con della carta stagnola per evitare l’effetto crosta-biscotto].  A 5 minuti dalla fine cospargi la superficie con le mandorle a lamelle e il rimanente zucchero miscelato con la polvere di cannella e cardamomo.

Sforna e se riesci…lascia raffreddare!

Oltre ad una merenda d’altri tempi lo puoi offrire servito tiepido accompagnandolo con del gelato al gusto vaniglia o al gusto yogurt. 

Ci leggiamo presto, molto presto! Ho in programma molte novità per questo ‘spazio’ 🙂

 

 

 

 

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